Lettera al MASE: Liberare l'energia italiana
Chiediamo al Governo un incontro urgente per risolvere il grave problema dello stallo delle energie rinnovabili in Italia.
L'obiettivo condiviso è superare i ritardi autorizzativi e le incertezze normative per liberare un potenziale tecnologico e industriale già maturo, efficiente e competitivo.
Accelerare lo sviluppo delle rinnovabili è essenziale per abbassare gli elevati costi energetici sostenuti da cittadini e imprese, rafforzare l'autonomia nazionale riducendo la dipendenza da gas e petrolio importati, e garantire un'energia strutturalmente meno cara che protegga il Paese dagli shock geopolitici e dai cambiamenti climatici.
Egregi,
Il nostro Paese ha bisogno di sbloccare le rinnovabili in particolare, eolico e solare per recuperare autonomia energetica,
costi più bassi dell’energia e riduzione del consumo delle fonti fossili, causa dei cambiamenti climatici.
La petizione, che vi proponiamo di sottoscrivere come organizzazione, richiede un incontro al MASE e al Governo
ed evidenzia i blocchi attuali delle energie rinnovabili per ottenere soluzioni in tempi molto brevi.
La petizione è stata elaborata da esperti molto qualificati (Nicola Armaroli, Andrea Barbabella, Leonardo Becchetti, Stefano Ciafani,
Giovanni Battista Costa, Francesco Ferrante, Andrea Ferrazzi, Monica Frassoni, Attilio Piattelli, Luca Raffaele, Riccardo Troisi)
Questa sottoscrizione da parte della società civile che rappresenta i bisogni dei cittadini, delle imprese e del Paese,
è momento di partecipazione e di democrazia e genera forza per il cambiamento.
La sottoscrizione è aperta a organizzazioni, associazioni e movimenti, e non a singole imprese e cittadini.
Vi invitiamo a inoltrare e diffondere questo messaggio a tutte le organizzazioni a voi collegate.
Oggi cittadini e imprese del nostro Paese sostengono costi energetici molto elevati, con una conseguente perdita di competitività rispetto ai sistemi economici dei Paesi che investono maggiormente nello sviluppo delle energie rinnovabili.
Sostituire gas e petrolio importati con risorse rinnovabili nazionali significa ridurre la dipendenza da governi e mercati esteri, trattenere valore nel Paese e rafforzare la nostra libertà di scelta.
Quando il prezzo del gas e del petrolio aumenta, crescono il prezzo dell’elettricità, i costi di produzione, quelli dei trasporti e l’inflazione. Più rinnovabili, reti, accumuli e flessibilità riducono l’esposizione a crisi geopolitiche che erodono salari reali e competitività e contribuiscono a prevenire tensioni e conflitti causati dall’accaparramento delle risorse energetiche fossili. In questo scenario, valorizzare al massimo il potenziale immediato delle tecnologie pulite già mature ed economiche rappresenta la via più rapida, sicura ed efficiente per garantire continuità energetica, stabilità dei prezzi e sostegno alla crescita del sistema Paese.
Solare ed eolico non consumano combustibile e hanno costi operativi bassi e prevedibili. Una maggiore produzione rinnovabile riduce le ore nelle quali il gas determina il prezzo marginale dell’energia elettrica. Reti, accumuli, PPA e contratti per differenza devono poi trasferire questo vantaggio alle bollette.
Siccità, alluvioni, ondate di calore, incendi e rischio idrogeologico sono fenomeni la cui frequenza e intensità sono aggravate dall’aumento delle temperature dovuto alle emissioni derivanti dall’utilizzo delle fonti fossili e producono gravi danni economici, sanitari e ambientali.
Il settore delle rinnovabili dispone oggi di soluzioni tecnologiche pronte, affidabili e ad altissima resa. Tuttavia, la loro concreta messa a terra incontra articolati colli di bottiglia amministrativi e procedurali: VIA e autorizzazioni lente e frammentate; conflitti e contenziosi tra Stato, Regioni e Soprintendenze; procedure GSE complesse, soprattutto per le comunità energetiche; reti congestionate; accumuli insufficienti; instabilità normativa; resistenze locali alimentate dalla percezione che gli impatti siano territoriali mentre i benefici risultano lontani.
La tutela ambientale esige controlli rigorosi, ma non tempi indefiniti. Un procedimento lungo non è necessariamente più accurato: spesso segnala responsabilità sovrapposte, organici insufficienti e assenza di coordinamento.
Chiediamo che il Ministero, o chi di competenza, si impegni a dare una risposta positiva ai problemi sottoelencati, assumendo impegni immediati e verificabili.
Rafforzare stabilmente organici e competenze delle Commissioni VIA nazionali, degli uffici regionali e del GSE; rendere vincolanti i termini e automatici i poteri sostitutivi. Pianificare la transizione secondo i principi di una Giusta Transizione – Just Transition, affiancando al rafforzamento amministrativo specifiche tutele occupazionali e opportunità di riqualificazione per i lavoratori dei settori tradizionali.
Impedire moratorie e divieti territoriali generalizzati; richiedere dinieghi fondati su impatti specifici; istituire una conciliazione preventiva tra istituzioni e procedure giudiziarie abbreviate e specializzate, senza comprimere il diritto alla tutela.
Per quanto riguarda l’eolico offshore occorre che venga definita una chiara pianificazione da parte dello stato che parta dall’individuazione di tutte le aree marine nazionali idonee all’eolico, perché compatibili con l’impatto ambientale, ecologico, dei traffici e sociale. Fatti salvi gli iter autorizzativi già avviati.
Recepire pienamente la direttiva UE 2024/1711, facilitare la condivisione dell’energia e rendere visibili in bolletta i benefici delle rinnovabili con il graduale passaggio ai prezzi zonali, proteggendo utenti vulnerabili e aree penalizzate.
Accelerare le autorizzazioni delle reti, attuare pienamente il MACSE con aste programmate e capacità note, coordinare le infrastrutture di rete con le aree idonee e dare rapida attuazione alla riforma delle connessioni per risolvere l’attuale situazione di congestione delle reti.
Poiché Terna stima necessari circa 71,5 GWh di nuovi accumuli al 2030, fissare obiettivi territoriali vincolanti di accumulo e flessibilità, calibrati sulla capacità rinnovabile installata e programmata, sulle congestioni e sui fabbisogni della rete.
Introdurre semplificazioni burocratiche attraverso una modulistica unica e semplificata, procedure proporzionate alla dimensione dei progetti, sistemi di pre-verifica digitale e piena interoperabilità tra GSE, distributori, Comuni e Sistema Informativo Integrato; fissare inoltre tempi massimi per il riconoscimento delle configurazioni e per l’erogazione degli incentivi.
Offrire assistenza tecnica gratuita a piccoli Comuni, parrocchie, cooperative, condomìni e soggetti del Terzo settore; impedire che ritardi amministrativi facciano perdere incentivi ai progetti già avviati e utilizzare le CER anche come strumento strutturale di contrasto alla povertà energetica.
Trovare le risorse necessarie per finanziare tutte le pratiche CER relative al bando PNRR presentate entro il termine del 30 novembre 2025.
Fare in modo che l’intero contingente di 5 GW messo a disposizione per le configurazioni CACER possa essere utilizzato, estendendo il periodo di validità della normativa oltre l’attuale termine del 31 dicembre 2027 e fino a esaurimento del contingente.
Dare continuità al tavolo creato con il GSE dal Coordinamento delle CER, che ha consentito di avviare un processo di dialogo permanente tra i soggetti coinvolti su questo tema.
Stabilire una disciplina nazionale trasparente relativa a royalty, compensazioni territoriali e sconti energetici per residenti e imprese che ospitano grandi impianti; favorire quote locali, forme di azionariato popolare, CER territoriali e fondi destinati al contrasto della povertà energetica.
Finanziare una campagna pubblica pluriennale, affidata a una struttura scientificamente indipendente, dedicata ai benefici delle rinnovabili, alla riduzione delle importazioni di fonti fossili, all’impatto sui prezzi dell’energia, alla sicurezza energetica, ai costi delle diverse tecnologie, alla tutela del paesaggio e alla diffusione delle migliori pratiche nazionali e internazionali.
Chiediamo al Governo di assumere questo programma come priorità di politica economica, industriale e sociale e di definire tempi, responsabilità e risultati verificabili.
Chiediamo infine che venga costituito un tavolo permanente di confronto, egualmente aperto a tutti i soggetti sociali, sindacali, economici e ambientali interessati, oltre che ai rappresentanti delle imprese, della ricerca e della società civile firmatari della presente lettera, con il compito di monitorare l’avanzamento delle misure e l’accelerazione della diffusione delle fonti rinnovabili in Italia.